Cos'è il contratto di franchising?

Dovrai fare delle scelte organizzative per lanciare la tua rete di franchising e diventare un franchisor.

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Cos'è il contratto di franchising?

Come definire il contratto di franchising?

Il contratto di franchising è un contratto che non è nominato dalla legge, quindi la sua definizione deriva dalla pratica e dalla qualifica che i giudici hanno finito per dargli.

 

Ci sono 3 elementi principali da ricordare: il contratto di franchising; è la messa a disposizione di un know-how, cioè di un insieme di conoscenze pratiche comprovate da L’AFFILIANTE, individuate in MANUALE DI USO, non immediatamente accessibile senza sforzo di ricerca e che apporta un vantaggio rispetto alla situazione del franchisee, se fosse rimasto al di fuori della rete.

 

È un contratto che mette a disposizione un marchio, quindi un segno di attrazione della clientela, a cui generalmente si aggiungono concetti architettonici, grafici che consentono il riconoscimento complessivo dell’offerta commerciale.

 

E infine, si tratta di assistenza, cioè di servizi prestati dall’affiliante a beneficio degli affiliati affinché questi ultimi sfruttino nel modo più efficiente possibile il know-how nel rispetto dell’immagine del marchio; e questo, in cambio del canone pagato dall’affiliato per tutte le controparti che ho appena descritto.

Esiste un tipo di contratto di franchising conforme alla legge?

Infatti, non perché un contratto senza nome sia un contratto non definito dalla legge, quindi non esiste un regime legale del contratto di franchising. È un contratto che è stato creato da professionisti, avvocati e loro clienti, commercianti e i cui contorni sono stati definiti di volta in volta dai giudici in occasione di contenzioso in materia di franchising.

 

Non esiste quindi un contratto di franchising tipo. Un contratto di franchising, è sempre una tecnica di organizzazione personalizzata di una relazione voluta tra un franchisor e un franchisee. – E cio’ vuol dire… Ciò significa che nello studio, metteremo in atto una tecnica di interrogazione del cliente e, a partire dalla conoscenza che abbiamo del loro settore di attività, porremo loro domande specifiche in base a questo settore di attività.

 

E in ogni possibile punto di una rapporto tra un franchisor e un franchisee, metteremo sul tavolo le opzioni.

 

Quindi il contratto di franchising è completamente personalizzato e co-costruito tra l’avvocato e il suo cliente.

Che cos'è un buon contratto di franchising?

Questa è una domanda complicata. In primo luogo, per cercare di dare qualche elemento di risposta che un buon contratto, in generale, è un contratto chiaro; è un contratto che è una guida alla relazione, vale a dire che di fronte a una determinata situazione, ogni parte deve conoscere bene la portata dei suoi diritti. Garantisce che se li conosce, li supererà di meno.

 

Successivamente, è un contratto che è univoco, vale a dire che si deve, dalla lettura della clausola, dedurne solo un senso, in modo che la soluzione di un’eventuale controversia a tale clausola sia conosciuta nel modo più preciso possibile; quindi che non ci sia un rischio di interpretazione, che la clausola non presti fianco a fianco a un’interpretazione che potrebbe essere sfavorevole.

 

Dopodiché, è un contratto che deve essere completo, vale a dire che si deve considerare l’intero campo del rapporto tra l’affiliante e l’affiliato e non lasciare da parte campi di relazione che di fatto non sarebbero regolati da alcuna regola, perché altrimenti ci si ritroverà impotenti quando ci si troverà in questa situazione.

 

Bisogna quindi conoscere bene il rapporto franchisor-franchising e abbracciarlo dalla A alla Z.

 

In secondo luogo, è un contratto che deve essere scalabile, perché il contratto di franchising è a lungo termine; le durate constatate sono da 5 a 10 anni perché devono consentire l’ammortamento del concetto, il suo finanziamento…

 

Per un periodo così lungo, ovviamente, il consumatore si evolve, la concorrenza si evolve e quindi il contratto deve poter contenere clausole di evoluzione. Ad esempio, il tuo know-how deve poter essere aggiornato; potresti voler cambiare la gamma di prodotti e farli evolvere; il concetto architettonico, visivo deve poter essere aggiornato.

 

Quindi un buon contratto di franchising è un contratto che ha tutte le clausole evolutive necessarie per mantenere la rete agile sul mercato. E poi un buon contratto per l’azionista del franchisor, è un contratto che gli permetterà di valorizzare la sua rete: contratto assolutamente conforme, senza alcuna lamentela di conformità, al momento di un audit di acquisizione o quando farà rientrare un fondo per finanziare il suo sviluppo. È un contratto che consente di controllare bene l’immagine del marchio, di controllare bene l’applicazione del know-how, di controllare bene il perimetro della rete, dei diritti di prelazione, di eventuali promesse di vendita, delle clausole di non concorrenza; in breve, un contratto che garantirà un livello di controllo che sarà soddisfacente per l’operatore; e questa è una condizione per la valorizzazione della rete e si traduce semplicemente in valuta sonante e inciampante al momento delle operazioni di bilancio o di trasmissione dell’impresa dell’affiliante.

Per quanto riguarda la redazione del contratto di franchising, quali sono le competenze chiave di un avvocato per redigere un tale contratto?

In primo luogo, l’esperienza; ciò che è molto importante è aver frequentato moltissimi franchisor, moltissime reti, conoscere perfettamente il loro settore di attività poiché non si tratta di un contratto nominato e quindi l’esperienza non si trova nei libri di diritto, ma negli studi legali, è qui che si forgiano i contenuti dei contratti di franchising.

 

La conoscenza del settore di attività è molto importante; quindi avere avvocati specializzati con un’ottima conoscenza economica dei settori di attività per comprendere l’oggetto dell’organizzazione che il contratto dovrà affrontare.

 

E poi la conoscenza del diritto della concorrenza, è un diritto molto specifico, che non tutti i professionisti padroneggiano, ma il diritto del franchising, se c’è una grande libertà contrattuale, è molto inquadrato dal diritto della concorrenza.

 

Tutte le clausole di esclusività territoriale, di esclusività della clientela, di non concorrenza, di esclusività di approvvigionamento, di durata, di rinnovo, ecc. sono suscettibili di suscitare forti critiche a titolo del diritto delle intese o a titolo delle pratiche restrittive della concorrenza del Titolo IV – Libro IV del Codice del Commercio.

 

Quindi questa conoscenza è molto importante perché le sanzioni allegate sono estremamente pesanti e il contratto non deve essere critico.

La rédaction du DIP

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