Pubblicità
La pubblicità è una comunicazione destinata a promuovere la fornitura di beni e servizi. La Corte di Cassazione definisce costantemente la pubblicità come “ un mezzo informativo destinato a consentire al potenziale cliente di formarsi un’opinione sulle caratteristiche dei beni o servizi che gli vengono proposti »(Cass.crim., 14 ottobre 1998, impugnazione n. 98-80527; Cass.crim., 15 maggio 2012, impugnazione n. 11-83301; Cass.com., 6 maggio 2008, impugnazione n. 04-19713).
Gli inserzionisti hanno libertà nel contenuto dei messaggi pubblicitari diffusi.
Esistono tuttavia alcune restrizioni:
– alcune pubblicità sono vietate o inquadrate:
- sono in particolare vietate le pubblicità relative al tabacco o al settore medico;
- la pubblicità relativa a farmaci, giochi d’azzardo o crediti al consumo deve rispettare determinate condizioni per essere lecita;
- la pubblicità effettuata da alcune professioni è inquadrata (esempio: pubblicità degli avvocati soggetta al rispetto di regole deontologiche);
– tutte le pubblicità devono rispettare determinati principi in primo luogo tra cui figura la lealtà che ha lo scopo di proteggere gli interessi economici dei consumatori. In questo contesto, la pubblicità non deve costituire una pratica commerciale sleale, ingannevole o aggressiva ai sensi delle disposizioni del Codice del Consumo. La pubblicità deve inoltre rispettare principi più generali e non ledere la dignità umana, non essere discriminatoria o ingiuriosa.
Norme specifiche disciplinano alcuni tipi di pubblicità. È in particolare il caso della pubblicità comparativa che, per essere lecita, deve rispettare le disposizioni degli articoli L.121-8 e seguenti del Codice del consumo. La pubblicità effettuata su Internet deve anche rispettare la privacy degli utenti di Internet e le norme relative alla protezione dei dati personali.
La pubblicità è diffusa su molti supporti che seguono regole proprie. La pubblicità esterna dovrà rispettare le disposizioni del Codice dell’ambiente, ad esempio. La pubblicità audiovisiva è controllata dal Consiglio Superiore dell’Audiovisivo (CSA) e deve essere oggetto di una dichiarazione preventiva prima della sua diffusione.
L’ARPP (Autorité de Régulation Professionnelle de la Publicité) assicura la regolamentazione professionale della pubblicità in Francia. Il suo scopo è conciliare la protezione dei consumatori e la libertà di espressione dei pubblicitari.