I videogiochi online non possono essere rivenduti usati
La Corte di Cassazione ha deciso sulla questione dell'esaurimento del diritto di distribuzione di un videogioco fornito online.
La Corte di Cassazione ha deciso sulla questione dell’esaurimento del diritto di distribuzione di un videogioco fornito online.
Il diritto di esaurimento è un concetto giuridico che limita il controllo del titolare del diritto d’autore sulla distribuzione di un’opera dopo la sua prima vendita autorizzata. Ai sensi dell’articolo L. 122-3-1 del Codice della proprietà intellettuale, questo diritto si applica quando la prima vendita di una copia materiale di un’opera è stata autorizzata dall’autore o dai suoi aventi diritto in uno Stato membro della Comunità europea o in un altro Stato parte dell’accordo sullo Spazio economico europeo. Una volta effettuata questa prima vendita, la vendita di questi esemplari non può più essere vietata in questi Stati.
Tale principio è recepito nel diritto interno a partire dall’articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 2001/29/CE del 22 maggio 2001 sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore Il diritto di distribuzione dell’originale o di copie dell’opera non si esaurisce nella Comunità, tranne nel caso in cui la prima vendita o il primo altro trasferimento di proprietà nella Comunità di detto oggetto sia effettuata dal titolare del diritto o con il suo consenso. Tuttavia, è importante notare che questo diritto di esaurimento si applica solo agli oggetti tangibili e non ai servizi, in particolare i servizi online (considerando 29 della direttiva).
In materia di software, la direttiva 2009/24/CE del 23 aprile 2009, che si occupa della tutela giuridica dei programmi per elaboratore, prevede che l’esaurimento del diritto di distribuzione si applica sia alle copie materiali che immateriali di un programma per computer. Ciò include le copie scaricate via Internet durante la loro prima vendita.
La decisione della Corte di Cassazione del 23 ottobre 2024, n. 23-13.738, si inserisce in questo complesso contesto giuridico Questa decisione respinge il ricorso presentato dall’associazione UFC – Cosa scegliere contro la società Valve Corporation, riguardante la rivendita di videogiochi digitali tramite la piattaforma Steam, le cui condizioni generali vietavano la rivendita e il trasferimento degli account Steam o delle sottoscrizioni acquisite sulla piattaforma.
La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Parigi, che aveva stabilito che i videogiochi non sono semplici programmi informatici, ma opere complesse comprendenti elementi grafici, sonori e narrativi, protetti dalla direttiva 2001/29/CE sul diritto d’autore, e non dalla direttiva 2009/24/CE relativa ai programmi per elaboratore.
La Corte di Cassazione afferma: “la Corte d’Appello ha esattamente affermato che un videogioco non è un programma per computer a sé stante ma un’opera complessa in quanto comprende componenti software e molti altri elementi come grafica, musica, elementi sonori, sceneggiatura e personaggi e che, a differenza di un programma per computer destinato ad essere utilizzato fino alla sua obsolescenza, il videogioco si trova rapidamente sul mercato una volta terminata la partita e può, a differenza del software, essere ancora utilizzato da nuovi giocatori diversi anni dopo la sua creazione”.
La decisione è in linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE), in particolare la sentenza “Nintendo” (CGUE, 23 gen. 2014, Nintendo, C-355/12) che riconosce la complessità dei videogiochi come opere che incorporano vari elementi con un proprio valore creativo sebbene codificati nel linguaggio informatico, che partecipano all’originalità dell’opera e sono protetti insieme all’intera opera. Inoltre, essa segue la sentenza “Tom Kabinet” della CGUE (CGUE 19 dic. 2019, Tom Kabinet, C-263/18), che limita l’esaurimento del diritto di distribuzione agli oggetti tangibili.
Questa decisione chiarisce la posizione francese sulla non applicabilità di la regola dell’esaurimento del diritto di distribuzione dai software ai videogiochi digitali, rafforzando così la tutela del diritto d’autore Contestualizza. Sottolinea inoltre l’importanza di distinguere tra opere complesse e semplici programmi informatici, che potrebbero influenzare i futuri casi riguardanti la distribuzione digitale di contenuti protetti.
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