Conferma delle sanzioni dell'ADLC pronunciate nei confronti di Luxottica ed Essilor
Il 12 dicembre 2024, la Corte d’appello di Parigi ha avuto l’opportunità di riesaminare due sentenze emesse dall'Autorità garante della concorrenza relative a pratiche attuate nel settore degli occhiali e delle lenti ottiche.
Il 12 dicembre 2024, la Corte d’Appello di Parigi ha avuto modo di ritornare su due sentenze emesse da l’Autorità Garante della Concorrenza relative a pratiche attuate nei settori degli occhiali e delle lenti ottiche.
In primo luogo, in una prima decisione n.21-D-20 del 22 luglio 2021, l’Autorità aveva sanzionato diverse società del gruppo Luxottica, in particolare per aver attuato:
- Da un lato, una pratica volta a limitare la libertà tariffaria di alcuni distributori (articolo 3 della decisione n.21-D-20);
- dall’altra, dei pratiche di cartello volte a vietare la commercializzazione online di occhiali ai suoi rivenditori autorizzati per diversi marchi (articolo 8 della decisione n. 21-D-20).
Le società Luxottica hanno impugnato tale decisione, ma la Corte d’Appello di Parigi ha respinto tutte le loro richieste.
Infatti, per quanto riguarda i restrizioni alla libertà tariffaria, Luxottica si difendeva affermando in particolare che i suoi interventi miravano solo a vietare sconti o promozioni che potessero danneggiare l’immagine dei marchi.
La Corte d’Appello di Parigi non segue questa argomentazione, e ritiene che la combinazione della diffusione di prezzi consigliati e il controllo di tutte le operazioni di promozione commerciale concorrono allo stesso obiettivo di mantenere i prezzi di vendita ad un certo livello che Luxottica riterrebbe compatibile con la notorietà del marchio. (paragrafi 223-224, sentenza n.21/16134)
Orbene, per la Corte, riconoscere tale possibilità per un fornitore di un marchio di lusso equivarrebbe a consentirgli di fissare delle prezzo minimo di rivendita ai distributori.
- Si trattava poi della decisione n. 22-D-16 del 6 ottobre 2022, in cui l’Autorità aveva sanzionato diverse società del gruppo Essilor, per avere, tra il 2009 e il 2020, abusato della loro posizione dominante attuando una politica commerciale discriminatoria, volta a ostacolare lo sviluppo in Francia di siti web che offrono un’offerta di occhiali da vista completamente online.
Anche le società condannate avevano impugnato tale decisione e tutti i loro motivi sono stati respinti dalla Corte d’appello di Parigi.
La Corte ammette tuttavia che è necessario distinguere le persone che soffrono di disturbi visivi cosiddetti “complessi” dagli altri, poiché questi presuppongono un accompagnamento molto personalizzato e una relazione intuitu personae tra il cliente e l’ottico, che i giocatori puri non possono offrire a differenza degli ottici duri. (n. 261 e ss., sentenza n.22/19114)
Per il resto delle prestazioni ottiche, la Corte ritiene che nulla dimostri che i pure-player non possano offrire un’offerta simile agli ottici duri e conferma la qualificazione di pratica discriminatoria nei confronti delle società Essilor.
Per quanto riguarda lo studio della gravità delle pratiche, le società sanzionate ritenevano che il diritto non fosse stabilito al riguardo prima dell’entrata in vigore della legge Hamon del 2014, che, a loro avviso, ha istituito il diritto di vendere lenti correttive online.
Argomento respinto dalla Corte d’appello di Parigi che rileva che la vendita online non era in alcun modo illecita ai sensi del diritto interno anteriore a tale legge, poiché quest’ ultima non ha fatto altro che organizzare l’attività di vendita online in questo settore specificando le condizioni del suo esercizio.
In conclusione, in queste due sentenze la Corte d’appello di Parigi ha seguito con rigore la valutazione adottata da l’Autorità Garante della Concorrenza e ha respinto integralmente i motivi delle parti sanzionate.
Corte d’appello di Parigi, Polo 5, Sezione 7, 12 dicembre 2024, n.21/16134
Corte d’appello di Parigi, Polo 5, Sezione 7, 12 dicembre 2024, n.22/19114
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