autorité de la concurrence 

Ingiunzione di scioglimento di un foro concorrente: incompetenza dell'ADLC

  La Corte d’appello di Parigi conferma l’incompetenza dell'Autorità garante della concorrenza a conoscere di una decisione adottata dal presidente del consiglio di amministrazione volta a estromettere un ordine forense concorrente di nuova creazione nella giurisdizione del suo ordine forense.

La Corte d’Appello di Parigi conferma l’incompetenza dell’
Autorità garante
della concorrenza
per conoscere di una decisione presa dal presidente del consiglio che mira a estromettere un ordine rivale di nuova creazione nella giurisdizione del suo ordine.

Creazione di un foro concorrente e reazione del bastoniere

Il 21 gennaio 2020, due avvocati iscritti all’Ordine degli Avvocati di Marsiglia hanno creato l’Ordine degli Avvocati della Provenza e del Mediterraneo – Eutopia (BPME) con dichiarazione di costituzione presso il Tribunale Giudiziario di Marsiglia.

Il 19 aprile 2022, il presidente del foro di Marsiglia ha inviato loro una lettera ingiungendo di sciogliere il BPME. Tale lettera menzionava che potevano essere avviati procedimenti disciplinari e penali se non si fossero conformati a tale ingiunzione.

Consultazione dell’Autorità garante della concorrenza da parte del BPME

Il 30 maggio 2022, il presidente statutario del BPME ha sequestrato l’Autorità Garante della Concorrenza sostenendo che tale ingiunzione costituiva una manovra per escluderlo dal mercato dei servizi legali e costituiva pratiche anticoncorrenziali (abuso di posizione dominio e intese anticoncorrenziali). Tale deferimento era accompagnato da una richiesta di provvedimenti cautelari.

Con decisione n. 22-D-18 del 14 ottobre 2022, l’Autorità Garante della Concorrenza dichiara tale deferimento inammissibile e respinge la richiesta di provvedimenti cautelari. Ricorda in particolare che:

  • la sua competenza non si estende agli atti amministrativi o alle decisioni riguardanti l’organizzazione del servizio pubblico, che sono di competenza del giudice amministrativo;

Competenza del bastoniere e ruolo di servizio pubblico

Nel caso di specie, ha considerato che la posta inviata dal presidente del foro di Marsiglia rientrava nel legittimo esercizio delle sue prerogative, volte a far rispettare le regole deontologiche. Ne conclude che il presidente non ha quindi ecceduto i suoi poteri e che le azioni intraprese non rientrano in un evidente abuso delle sue prerogative.

Il BPME ha quindi presentato ricorso contro tale decisione dinanzi alla Corte d’appello di Parigi, ritenendo che comportandosi in tal modo, il presidente avrebbe effettuato un esercizio “manifestamente inadeguato” del suo potere disciplinare che non si ricollega all’esercizio delle sue prerogative di potere pubblico.

Tuttavia, la Corte d’appello di Parigi ricorda, in conformità con la giurisprudenza della Corte di cassazione, che la constatazione dell’esercizio da parte del presidente delle sue prerogative di potere pubblico nell’ambito della decisione oggetto della controversia è sufficiente a escludere la competenza di l’Autorità Garante della Concorrenza.

Conferma dell’incompetenza dell’ADLC da parte della Corte d’Appello

Come promemoria, il presidente dispone di prerogative di potere pubblico conferite dalla legge del 1971 che disciplina la professione di avvocato in Francia e dal suo decreto del 1991, che inquadrano le regole deontologiche e l’organizzazione degli ordini forensi.

Nell’esercizio dei compiti che gli sono attribuiti, il presidente ha il potere di adire la commissione disciplinare nei confronti degli avvocati del suo ordine. Pertanto, quando minaccia di intentare un’azione penale o emette un’ingiunzione preventiva, esercita manifestamente prerogative di potere pubblico.

La Corte d’Appello conferma quindi la decisione dell’Autorità garante della concorrenza, sottolineando che il presidente di Marsiglia agiva nell’ambito delle sue funzioni di servizio pubblico e che le sue azioni non rientravano nella competenza dell’Autorità garante della concorrenza. La Corte ha altresì respinto le domande di provvedimenti cautelari del BPME, ritenendole accessorie ad un ricorso di merito giudicato irricevibile.

(Corte d’appello, Parigi, Polo 5, sezione 7, 16 gennaio 2025 – n. 22/17546)

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