entente verticale

Una deroga ai prezzi standard può costituire un'intesa

  Sebbene il meccanismo delle deroghe previsto dai contratti quadro non sia illecito in linea di principio, la sua attuazione può concretamente tradursi in un'intesa verticale sui prezzi.

Se il meccanismo delle deroghe previsto dai contratti quadro non è illecito in linea di principio, la sua attuazione può concretamente tradursi in un’intesa verticale sui prezzi.

La decisione del 29 ottobre 2024 di l’Autorità Garante della Concorrenza riguarda praticheanticoncorrenziali
nel settore del materiale elettrico a bassa tensione. Le società coinvolte, ovvero Schneider Electric, Legrand, Rexel e Sonepar, sono state sanzionate per aver partecipato ad intese verticali sulla fissazione dei prezzi di rivendita. Il primo accordo coinvolge Schneider Electric e i suoi distributori, Rexel e Sonepar. Il secondo accordo coinvolge Legrand e Rexel. Queste pratiche sono state evidenziate a seguito di un’informazione giudiziaria avviata dal procuratore della Repubblica di Parigi, a seguito di una segnalazione del relatore generale dell’Autorità. Il 6 settembre 2018 si sono svolte perquisizioni nei locali di diverse società e nelle abitazioni di alcuni dirigenti, che hanno permesso di raccogliere prove sostanziali.

Il meccanismo delle “deroghe”, previsto nei contratti quadro annuali conclusi per la distribuzione dei prodotti di Schneider Electric e Legrand, è centrale in questo caso. Di conseguenza va di sconti sul prezzo di acquisto standard concessi dai produttori ai distributori, consentendo loro di offrire prezzi competitivi ai propri clienti. A tal fine, il distributore comunica al fabbricante le informazioni sul mercato per il quale desidera ottenere una deroga, che può comportare Rivendita dei Prodotti al cliente finale e il margine che desidera ottenere sulla rivendita di tali prodotti. Il produttore può contattare il cliente finale, al fine di verificare le informazioni comunicate dal distributore e decidere se concedere o meno una deroga, o addirittura, se ritiene che i prezzo di rivendita sono troppo bassi, riprendere in diretta le relazioni con il cliente del distributore. In questo caso,autorità garante della concorrenza ha constatato che il meccanismo delle deroghe non era illecito in linea di principio in quanto nessuna disposizione contrattuale vietava a Rexel e Sonepar di praticare prezzi inferiori alle tariffe derogate. Al contrario, l’istruttoria ha permesso di stabilire che l’attuazione delle deroghe ha potuto concretamente tradursi in una intesa verticale sui prezzi. Infatti, attraverso i prezzi derogati il fornitore imponeva il livello di sconto e di conseguenza il margine e il prezzo di vendita del distributore.

L’Autorità garante della concorrenza ha quindi constatato che il sistema delle deroghe è stato utilizzato per stabilire prezzi fissi, il che costituisce una restrizione della concorrenza per oggetto. Nel caso di Schneider Electric, i verbali delle riunioni interne hanno mostrato la volontà di fissare i prezzi, con l’adesione di Rexel e Sonepar. Per Legrand, prove dirette e indizi concordanti hanno stabilito un accordo con Rexel, ma non con Sonepar.

Per quanto riguarda la qualificazione delle pratiche, l’Autorità Garante della Concorrenza ha rilevato, per ciascuna di questi accordi, che la fissazione da parte del fornitore dei prezzi di vendita concessi dal distributore al cliente finale è stata costantemente qualificata come restrizione della concorrenza per oggetto.

Le sanzioni inflitte dall’Autorità ammontano complessivamente a 470 milioni di euro. Schneider Electric è stata condannata a pagare 207 milioni di euro, Legrand 43 milioni di euro, Rexel 124 milioni di euro (89 milioni per la prima censura e 35 milioni per la seconda), e Sonepar 96 milioni di euro. Questi importi riflettono la gravità pratiche di intesa verticale sui prezzi, considerate una delle più gravi violazioni in materia di concorrenza.

In conclusione, questa decisione illustra la vigilanza di l’Autorità Garante della Concorrenza di fronte alle pratiche restrittive della concorrenza. Le sanzioni severe mirano a scoraggiare tali pratiche e a proteggere il mercato e i consumatori dagli effetti negativi dei cartelli sui prezzi. Questo caso sottolinea anche l’importanza dei meccanismi di monitoraggio e segnalazione per rilevare e sanzionare i comportamenti anticoncorrenziali. Dimostra anche la necessità di una rigorosa regolamentazione per garantire una concorrenza leale, essenziale per il corretto funzionamento del mercato e per la tutela degli interessi dei consumatori.

Decisione 24-D-09 del 29 ottobre 2024 relativa alle pratiche attuate nel settore del materiale elettrico a bassa tensione

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